Il Taglia Margherite

I fastidiosi deliri di una persona fastidiosa

Archive for agosto, 2009

ago
31

Ricordo scordato

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ricordiscordati

ago
28

Se non vengo capirai

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Ho deciso.
Anche se non ho mai avuto dubbi sul da farsi.
Per questo ho voluto crearmelo io, il dubbio.
Una prova di evangelica memoria senza essere nel deserto: tre giorni, tanti quante furono le tentazioni del demonio, per valutare.
Sabato, domenica e lunedì.
Poi ho deciso.
A qualcuno farà piacere, a qualcuno dispiacerà, qualcuno non capirà, qualcuno fraintenderà.
Non importa.
Per me è la scelta giusta.

ago
26

Omofobo

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Detesto dirlo ma…lo sapevo.
Perchè mi conosco, non perfettamente, ma abbastanza per sapere che non poteva funzionare.
Non a lungo, almeno.
Quel rapporto che voi chiamate “amicizia”…con un altro maschio…proprio non fa per me.
L’uomo è troppo stupido: ne sono la dimostrazione lampante.
E molto spesso anche superficiale, sciocco, infantile, pedante.
Posso tollerarlo fino a che si rimane su argomenti-stronzate, cagnare, siparietti.
Ma quando questo insieme di disgrazie si insinua ficcante ed insistente ai limiti dell’offensivo nella mia (vastissima) “proprietà privata”…nelle mie cose personali, senza alcun rispetto del sacrosanto diritto di avere i cazzi propri…beh…è tutta un’altra storia.
Che delusione…ancora.
Però in fondo, da un maschio, non potevo pretendere troppo.

ago
24

La voglia di ridere

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D’un tratto, m’è passata.
Non che prima mi stessi esattamente ammazzando dal ridere, ma comunque poteva essercene la possibilità.
Ora è sparita, realmente, nel giro di pochi secondi.
Mi riscopro inglorioso e perfetto ambasciatore nel mondo delle “3SSE”: stanco, stupido, superfluo.
Vorrei fuggire…oltremanica…oltreoceano…oltremondo…ovunque possa essere abbastanza lontano per lasciare andare tutto senza mezze idee e mezzi rimpianti.
Mi accontenterei, più realisticamente, di ritirarmi in qualche ora nel sonno.
Che domani si torna in ufficio.
Estate finita.
Un peccato, fino a dieci minuti fa.

ago
19

Realtà o illusione?

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dalbassoversolalto

ago
18

Note di una notte di mezza estate

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Arenzano, 15/08/2009.
Manca meno di un ora al concerto dei Buio Pesto.
Nell’attesa, scarabocchio sul cellulare…

Sono tutto mangiato.
Ed io che pensavo le zanzare fossero solo appannaggio di noi collinari, e parola sconosciuta qua in riviera.
Pura utopia.
Certo, la mia ciccia piantata immobile nel pieno di un’area verde è facile bersaglio.
Non ho fatto bene i conti: arrivo alle 18.30, apertura concerto alle 21.30…si…fin che mai largo.
Se non altro, non ho avuto problemi di parcheggio.
Ne di tramonto…con vista sugli appennini. Suggestivo.
All’imbrunire l’arena comincia a popolarsi.
Non mi dispiace sedere in mezzo a perfetti sconosciuti…anzi.
Spero che SaSi non venga o non mi veda o non mi trovi.
Ho già dato giovedì, e ne ho avuto a sufficienza.
Non credevo potesse farmi venire…non solo il latte…ma anche la ricotta ai gomiti.
Forse perchè l’ho sempre presa diluita con altri, mai così concentrata.
Monotematica.
Riporto uno stralcio del discorso di giovedì, per dare l’idea…

S – …sai, sto con uno…
G – ah si?
S – eh si…
G – …
S – sai che è nei rally?
G – ah si?
S – eh si…
G – …
S – sai che fa il navigatore?
G – ah si?
S – eh si…
G – …
S – sai che ti conosce e sospetto abbia avuto una tresca con Peppa?
G – ah si?
S – eh si…
G – …
S – tu ne sai qualcosa?
G – …no…
S – che ansia a pensarci!!
G – …
S – si chiama Luca…ma il cognome non te lo dico…sai è già impegnato ed io sono l’amante, per ora. E’ geloso e riservato, proprio non posso dirti il cognome…
G – …certo capisco…
S – va beh te lo dico…Luca Xxxxxxx…ma non dirlo a nessuno che non voglio far pubblicità!!
G – …certo…umm…si…di vista lo conosco

Credevo il mio totale disinteressa all’argomento fosse lampante…evidentemente non lo era.
E non sono più riuscito a seguire il concerto!!!
Abitudini, usi, soprannoni, prassi erotiche…della riservatissima coppia ora so tutto.
Dico io…come si fa a raccontare in giro certe cose?!
Ok la voglia di vuotare il sacco con uno sconosciuto, che è sempre più facile, però…c’è un limite a tutto…credo.
Ma neppure io sono messo benissimo.
Avrei bisogno di un contatto umano anche io…uno in particolare.
E’ vicino, il “contatto”…a “ore 3″…distanza 150/200 metri oltre la folla.
Abbiamo scambiato due parole prima…ma c’era già troppa gente per i nostri gusti…e onestamente…io sono qua per cazzeggiare, lei no.
Eppure fatico a togliermi l’idea.
Vorrei che l’uno leggesse qualcosa negli occhi dell’altro…qualcosa che a voce non si può articolare.
Vorrei strapparle una risata, vera, spensierata e sorridere del suo sorriso.
Ricominciare, ancora una volta.
Peccato, ma ci saranno momenti e luoghi più adatti.
Intanto mancano pochi minuti all’inizio del concerto.
Lo dice anche il conto alla rovescia.
SaSi è qua, da qualche parte, in mezzo a tutta questa gente.
Mi sta tempestando di sms ma mi guardo bene dal dirle esattamente dove sono.
Dovrò sorbirmela alla fine, inevitabile impiccio.
Buon viso a cattivo gioco: specialità della casa.
Ma se ne riparlerà tra due ore.
“O fortuna” batte nelle casse.
Via il cellulare, è ora di battere le mani.
A tempo, possibilmente!

ago
14

Prima di andare a letto

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Oggi, davanti un bitter ed una redbull….

“…da solo? No, meglio di no. Anche se ultimamente va meglio, tanto da godermi ritagli con me stesso, non è comunque sano che dedichi troppo tempo a me…”
“Perchè dici così?”
“Perchè non mi sono molto simpatico. Diciamo…che sono quel ragazzo che mio figlio non vorrei frequentasse…”
“Hahaha…ma smettila…sei incredibile, estroverso, simpatico, ciclonico…hai qualcosa che attrae. Ripeto: perchè dici così?”
“…lo pensi davvero?”
“Si, lo penso davvero.”


Lunedì, davanti un monitor…

Mi sono sentito ferito, e in un turbine, ho ferito a mia volta chi ritenevo il sicario.
Ma quando il fumo s’è diradato e la vista ha potuto spaziare, non sono più stato certo di chi fosse la mano feritrice.
Del sicario?
O forse…mia?
Intanto, una persona era rimasta a terra, ferita, e di certo per mano mia.
Riposti i pugnali, sfoderate le parole.
Tardive.
Necessarie.
Ci siamo soccorsi a vicenda, come potevamo.
Siamo ancora in piedi.
Non dovrei più pensarci.
Dovrei accettare la cosa così, per come è andata.

Incredibile, estroverso, simpatico, ciclonico.
E stupido.


REM – Shiny Happy People
ago
12

Svarioni premeditati

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Neppure copiose ad abbondanti docce hanno portato via l’appiccicaticcio senso di stupidità che ho addosso.
A questo punto, non so più cosa inventarmi.
Me lo terrò, che forse è anche la cosa giusta da fare.
Nel mentre, un pensiero pericolosissimo sta guadagnando pian piano terreno.
L’affezionarsi ad un altro essere vivente, per quanto evento raro ed improbabile, mi è severamente sconsigliato.
Sconsigliato tanto quanto fumare sei pacchetti al giorno di Gauloises Brunes senza filtro, nonchè ufficiosamente proibito dai servizi sociali e sanitari nazionali.
Per il mio stesso bene, principalmente.
Ne sono perfettamente conscio e per questo sto combattendo una fine battaglia, armato di bisturi e cesello, per contenere l’emergente situazione a dimensioni facilmente gestibili.
Anche ad agosto, un gavettone che scoppia tra le mani potrebbe non essere simpatico.

ago
09

Altri pensieri, dopo il Giarolo

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Tanto sole, tanto caldo, tanto stanco.
Se ieri la malinconia era standard e la tristezza solo velata, ora è tutto molto più…vorticoso.
Certo…tanto sole, tanto caldo, tanto stanchezza…sicuramente non sono un buon viatico verso l’obiettività.
Eppure tutta questa amarezza non può derivare solo dagli agenti atmosferici.
Già immagino la scena, a stretto giro, nei prossimi giorni.
Immagino…ma ancora per una ultima volta…voglio pensare che sia tutta una malpensata di un malpensante di professione.
Senza esserne convinto.
Morale: deluso.
Anche questo…come sole, caldo e stanchezza…nella misura di “tanto”.

ago
08

Pensieri

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Una settimana fa, a quest’ora, ero al Palasport di Genova.
A patire…e non solo i gas di scarico.
Con un occhio all’orologio.
C’era da partire per tempo, prima che la Canevari chiudesse.
C’era da fuggire, almeno per qualche ora, da tutto.
Prima che il tutto iniziasse sul serio.
Domani, sprint del Giarolo.
Non è la stessa cosa, non è il Lanterna.
Eppure non cambia e non cambio molto.
Malinconia velata di tristezza.
Basterebbe poco, credo.
“Poco”.
Una misura troppo soggettiva.