da questa giornata ne esco moderatamente graffiato, disfatto.
E non solo per il rally.
Corsi e ricorsi, date cerchiate, coincidenze più o meno razionalizzabili, simboli ed allegorie in regime di assoluta autarchia.
Peccato non aver ancora trovato il telecomando per mettere in muto i pensieri.
Aiuterebbe.
Ma tener botta ancora per due ore….cosa fattibile in fondo.
Poi cambierà giorno, mese…e suggestioni.
Di qualche anno fa, ma sempre bello.
Anche quello di stasera.
Tramonto sulla giornata, sulla settimana lavorativa, su…mah…non posso saperlo.
Oggi sarebbe stato il termine ultimo per il famoso exploit, oggetto di tanta ansia manco fosse l’ultimo saluto prima di una partenza senza ritorno certo.
“Sarebbe stato” perchè è stato portato a termine venerdì scorso.
Dovrei essere soddisfatto…e ovviamente non lo sono.
Ma non sono neppure troppo insoddisfatto.
L’impressione…la certezza…è di aver fatto il possibile, il mio possibile.
E la sensazione di non aver nulla da rimproverarsi, una volta tanto, credetemi, è davvero fragrante
Ogni cosa nasconde un problema, che sia oggettivo o seggestione, soprattutto ora che mi ritrovo riunchiuso in una centrifuga emotiva a 100.000 giri/minuto.
Quello istantaneo: uscire o non uscire?
Dovrei uscire.
Dovrei andare a fare qualche consegna e qualche rottura di palle in giro.
Ma non ne ho voglia.
Allora sto dentro.
Perchè no, tanto CapoTecnico è uscito.
Ma c’è il telefono che rompe i maroni.
Allora esco.
Però…
Devo continuare?
Direi di no.
In questi momenti mi vien chiaro il concetto di libertà.
Che non è “far quel che si vuole”, ma “aver qualcosa da fare e decidere di non farlo”.
Bene.
Ora posso anche andare ‘affanc…emm…volevo dire…a far qualcosa di illiberale
“Ora” no, non mi serve…ma il “labora” si, eccome.
Mi chiedo in che stato sarei ridotto senza 8-9 ore di distrazione giornaliera garantita che più o meno mi strappi da quei pensieri.
Una svolta ci sarebbe…ma sa decisamente di evento miracoloso piuttosto che di concreta possibilità…per cui non la prendo neppure in esame.
E allora diventa un rimpallo alla ricerca di quello che pare il compromesso “meno peggiore”…peccato che il parere muta ogni giorno se non ogni ora…per cui si balla sempre.
Poi…io che parlo di compromessi…a leggerlo chi mi conosce bene già se la ride…
Turbolenze, allacciare le cinture.
La giornata sarà iniziata si e no un ora fa e sono già persavo da scazzo stroboscopico come nella miglior tradizione giorgesca.
Però stavolta non ce l’ho col malcapitato di turno, reo di aver contravvenuto a qualche mia personalissima regola.
No.
Questa volta tocca al sottoscritto finire sotto la sua stessa furia inquisitoria.
Insomma…per farla breve…ce l’ho con me.
Ed è una situazione tanto scomoda.
Si può riassumete tutto in un qui pro quo semantico, in assoluta buona fede e successivamente chiarito con buona pace di tutti.
Di quasi tutti.
Mi biasimo parecchio, mi prenderei a schiaffi se servisse…e so che non serve perchè l’ho già fatto hehehe…
Morale: è più facile prendersela con l’esterno :p
Abbiamo passato notti intere a dire stupidaggini,parlare di problemi superflui..perder tempo…ma senza dire mai nulla di concreto…
…
Inizia così una lettera che mai avrei pensato di ricevere.
Un bel pugno nello stomaco.
Nel senso buono.
Spiazzante.
Allora qualcosa, un segno, un ricordo, riesco ogni tanto a lasciarlo nelle (poche) persone a cui ho voluto bene.
Non so se e cosa risponderò…sono un po’ in difficoltà.
Ma grazie, davvero.
…è a metà dell’opera.
Dicono.
Ovviamente non ci credo, ma non sapevo in che altro modo intitolare questo post hehe.
In effetti la giornata non è cominciata assolutamente bene.
Nientemeno che Suitò il commerciale è stata la prima figura lavorativa a parasti dinanzi la mia sbilenca strada verso la porta dell’ufficio…con quel sorriso di plastica da uomo che piace e si piace, anche troppo. Ehi ragazzo!! Come va????
Bocca cucita, mezzo saluto con la mano e…duma c’anduma!
Confermo: lo detesto.
Ma nonostante questo spiacevolissimo incontro la mattinata è poi filata liscia.
CapoTecnico mi ha illustrato le sue sfighe vacanziere, da cui ho tratto balsamo e conforto da buon avvoltoio quale sono, ed le telefonate sono state poche e velocemente risolte.
Ottimo.
Anche se l’impressione è di essere un po’ in bilico con l’umore.
Per ora tiene, ma potrebbe bastare un soffio mirato per…hop!…giù di sotto.
Vediamo quanto sono bravo come equilibrista
Con oggi si chiudono le mie vacanze estive.
Positive?
Negative?
Difficile dare un giudizio netto.
Diciamo che avevo alcuni piani…nulla di trascendentale…giusto qualche giro e un paio di cose che, per questione di tempo, si potevano fare solo in ferie.
Diciamo che nulla è andato in porto…vuoi per mia pigrizia, vuoi perchè aver fatto i conti senza l’oste.
Diciamo che al loro posto ci sono state altre occasioni, fuori programma ma assolutamente da ricordare.
E allora…cosa diciamo?
Positive?
Negative?
Assodato ormai da esperienza pluriennale che i piani sono spesso fatti per essere disattesi, che non si può aver sempre tutto quello che si vuole, che le favole della Disney non rispecchiano la realtà e che bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno…beh…diciamo che sono andate bene.
Domani si ricomincia.
Non sono ne dispiaciuto ne contento.
Vedremo: l’essere lunatico non va mai in vacanza
Visto che son due giorni ormai che nel mio cinema personale si proietta a rotazione solo più ’sto film
ho deciso di fuggire.
Da me stesso principalmente.
Me ne vado per qualche giorno…forse…o forse di più…c’è da sfidare il Mortirolo e la Forcola di Livigno o la traversata Montecarlo-Sainkt Moritz…si insomma, vi lascio ma sono certo non piagerete
E vi lascio, cari fedelissimi lettori, con questo pezzo dei Buio Pesto…band dialettale ligure scoperta da poco ma di cui sono già accanito fan.
Sono certo che anche chi non è avvezzo all’idioma costiero ne capità titolo e senso
Me ne batto o belin
E’ un po’ quello che dovrei fare quando in testa mi vengono certi pensieri.
Un abbraccio,
Giorgio
Giornata di tregenda.
Non tanto per il meteo, quello può anche andarmi bene così…ventoso e piovoso da stamattina.
No…il fatto è che ho la testa in palla.
Un’angoscia, un’ossessione mi sta mangiando vivo.
C’è una cosa che terrei a fare, davvero.
Una cosa oggettivamente forse di poco conto se non addirittura superflua, dal sapore vagamente melodrammatico che tanto piace al sottoscritto.
Una cosa soggettivamente importantissima e struggente, fulgida istantanea da rimirare nel tempo di una occasione straordinaria.
Pensavo di poter “scattare” questa “foto” ieri notte…invece così non è stato ed ora non riesco a pensare ad altro, non riesco a distrarmi, non faccio che studiarci e rimuginarci sopra.
Con uno tremendo sforzo di razionalità riesco ad intuire che tutti sopravviveranno comunque, anche senza questo mio exploit.
Ma è un attimo tanto illuminato quanto infinitesimale.
Non faccio tempo a convincermi che ritorno col crampo alla bocca dello stomaco, sbuffante e con l’occhio lucido perchè il tempo stringe…anche la mia gola.
E cado.
Cado dopo alcune giornate veramente serene…e in queste circostanze è sempre una discesa a piombo, verticale.
Aiuto.