Non amo litigare…non mi piace e non ne sono capace.
Piuttosto, adoro il passo prima: discutere. O battibeccare…far cagnara…ciaputà… attaccarsi…menarla…chiamatela un po’ come volete ma sempre di discussione si parla.
Certo, non con le persone che ho a cuore. Questo mai!
Ma trovo che prendersela con uno sconosciuto sia un gioco divertene e moralmente accettabile, oltre che una scusa fantastica per ripassare la dialettica ed indirizzare su un punto preciso scazzi rabbie e frustrazioni che diversamente andrebbero sprecati se sparsi a casaccio.
Questa mia personalissima attività ricreativa non prevede uno svolgimento a schema preciso, ed è anzi molto libera nell’interpretazione…ma si può sempre riassumere in tre passaggi chiave tra il soggetto G (me) ed il soggetto V (la vittima):
il soggetto G ne trae un beneficio astratto (solitamente da intendersi come balsamo per il proprio ego), mai materiale
il soggetto V non si accorge nell’immediato del punto 1
il soggetto V, nel lasso di tempo del punto 2, provoca nel soggetto G quel beneficio astratto per esser caduto nel tranello.
Da questo schema si capisce bene che l’obiettivo finale non è tanto dimostrare di aver ragione o no…l’essere nel giusto è un dettaglio che se c’è tanto meglio, se no amen.
Il vero beneficio è trarre soddisfazione nel trafiggere l’avversario -parola grossa perchè alla fine è un gioco- con affilati stiletti avvelenati senza che se ne renda subito conto perchè inconsapevolmente illuso da una verbosa coltre di fumosi e miti discorsi.
E quando ci arriva, quando il suo animo d’incanto si esacerba e scoppia…bon: ho vinto! Cazzimmoso direbbero a Napoli….semplicemente bastardo nel resto d’Italia.
Posso essere anche questo.
Partendo da queste basi potrebbe sembrare facile trovare la “vittima”…ma non è proprio così.
Per far si che il mio diletto riesca, gran parte del merito va proprio al malcapitato di turno, che non deve essere ne troppo sveglio (se no non è più un gioco spensierato ma una sfida sudata) ne troppo rinco (visto che alla fine deve rendersi conto di essere caduto in un tranello, se no non c’è gusto), ne troppo simpatico (verrebbe meno l’acredine di fondo che serve ad innescarmi) ne troppo antipatico (vedi il punto due, non sarebbe più un gioco).
Serve la persona giusta insomma.
Beh…il “cliente medio” sarebbe sicuramente la preda ideale.
Irritante per natura, stupido e troppo orgoglioso per riconoscersi tale…fin troppo semplice.
Ma siamo sempre li: il cliente non si tocca! O se si tocca…lo si deve fare con gentilezza.
Scartato.
Serve un perfetto sconosciuto…qualcuno che ti capita per caso tra i piedi e che con ragionevole probabilità non vedrai mai più. Non c’è nulla da perdere con uno così…e anche se non lo conosci e non sai subito dove andare a parare non importa: spesso bastano due parole per farsi quattro idee.
Un incaricato Telecom, di quelli col Pandino rosso e la scala sul tetto?
Sarebbe perfetto.
E giusto ieri mi è capitato sottomano.
Solita storia:
il cliente chiama noi: “internet non va!” Ok…la lucina adsl sul router lampeggia? Si? Chiama la Telecom che noi non centriamo
il cliente chiama le Telecom: internet non va! Ok…abbiamo mandato un supertecnico che ha testato la linea con uno strumento da 2500 euro e ha detto che è tutto a posto. Chiama quei coglionazzi che ti hanno venduto il router che è rotto
il cliente chiama il coglionazzo (me, chi altro se no?): internet non va e la Telecom dice che è colpa tua Ok…vengo con un router nuovo, ma non funziona neanche quello. E non funziona neppure il router Alice Businness dato al cliente da mamma Telecom ma mai usato perchè privo di alcune funzioni per noi essenziali.
il coglionazzo (sempre io) chiama le Telecom: internet non va e non è colpa del router Ok…anzi no…impossibile!!! Comunque rimanderemo il supertecnico con la sua superattrezzatura, così che tu abbia la definitiva dimostrazione del tuo essere coglione.
E qua siamo a mercoledì.
Ieri torna il supertecnico…e non posso certo farmelo sfuggire.
Pronti via…subito una delusione: il tipo è un drittone.
Plasticosamente simpatico e calcolato nei modi…ha un savoir-fair fatto di parole accomodanti ed accuse sfumate che lasciano pochi appigli. Ed io che mi aspettavo di pescare in un barile…dannazione!
Ci provo comunque.
Allora…come siamo messi?? …vedrai che con questo nostro nuovo router funzionerà tutto…vedrai che il tuo si è rotto ed il nostro vecchio ha dei parametri non più corretti…vedrai…cose che capitano…
Gli faccio notare tutte le frove da me fatte ma questo non placa la cantilena. …vedrai…due secondi e funziona tutto…dai non prendertela…
Fortunatamente, la situazione decolla quando anche il suo pettinatissimo router fa cilecca.
Non si naviga? Come mai? Ma allora forse è la linea che dici? Non so eh…forse…io non sono molto esperto…
Una crepa nella sua maschera sorridente di cera. mah adesso vediamo…forse i parametri non sono ben allineati…forse riavviandolo ricarica correttamente il service…bla bla bla…
Non lo sto più a sentire…sento solo l’odore di vittoria: lo vedo sempre più spazientito ed infastidito dalle mie viscide osservazioni da innocentino della prim’ora.
Ma tiene comunque botta e chiama in soccorso un suo collega…o meglio…Il Collega, quello che con lo strumento da 2500 euro aveva testato la linea il giorno prima decretandola perfetta.
Tempo dieci minuti, ed un altro tizio di rosso vestito entra come una furia nell’ufficio.
Due parole al collega e poi si rivolte a me è lei che ha fatto richiesta di riaprire il guasto??? eh??? perchè??? lo sa che così mi macchia uno stato di servizio impeccabile??? eh??? ora mi metto al lavoro e vediamo…se poi funziona tutto come la mettiamo??? eh???
Dio ti ringrazio…questo si che è quello giusto!!
No signor SuperTecnico ha ragione…io sono un coglionazzo e sicuramente ha ragione lei…però qualcosa non va…anche se certo non posso immaginare cosa visto che ho l’encefalogramma piatto.
Dopo quasi un ora e tre loro router nuovi, un dubbio atroce si fa strada nei figliocci di mamma Telecom. …però magari qualche problemino a livello di NAPT che non fraduce…o forse il PPPoE è piantato…seppure propenderei per un DHCP difettoso…
Sisi sicuramente è come dici tu SuperTecnico. Ma caspita che sfotuna…tre apparecchi tutti e tre con gli stessi difetti?? Perbacco!! …sentiamo in centrale…
Ma la centrale risolve i problemi del router? Chiedo perchè non ci capisco un cavolo eh…son troppo scemo… …no…risolve confilitti di parametri sulla portante!!
Ah ok grazie…si insomma…corregge problemi di linea! …grrr…nono affatto, anzi….ah pronto Massimo? Si…dovresti controllarmi l’adsl n°xxxx intestata a yyyyy. C’è qualcosa che non va, si sincronizza ma non naviga. Sarà mica…ummm…cazz…ok…proviamo…
Si volta verso il collega cercando di sibilargli il più piano possibile …la linea…
Ma certo che è un problema di linea…cazzo…tre cervelli ci sono voluti per questo parto!?! Cosa?!? Guarda che le nostre procedure…blablabla…non si spiega…il tester…
Guardo l’orologio, le 13:15.
Sono veramente soddisfatto: gli occhi sgranati dei tue SuperTecnici, frastornati dall’evidente verità e dal mio affondo filane, erano una goduriosa visione…impagabile…il tutto corroborato dall’aver pure ragione.
Posso anche uscire e lasciare Qui Quo e Qua alle prese con la portante adsl capricciosa.
Nel pomeriggio verrò a sapere che solo verso le 14:00 si scoprirà con esattezza il problema: ip fisso pubblico duplicato con un altro cliente (pazzesco…). Due click dalla centrale e tutto risolto.
Come si dice? Tutto è bene quel che finisce bene.
E se finisce anche con soddisfazione…meglio ancora!
Il piemontese…questa strana lingua un po’ francese, un po’ sarda di cui vado dannatamente orgoglioso.
Dunque perchè non farvela imparare?!?!? Hehehehehe…
Spero che con la traduzione inglese capiate…perchè è veramente geniale!!!
“La sua auto qua gira come un orologio…proprio non riusciamo a capire cosa possa esserle successo sabato…”
Bene, anzi no, male!!
Il difetto fantasma è il terrore di ogni tecnico, capisco il loro imbarazzo nel non sapermi dire nulla.
Andrà a finire che la porterò a Verona alla TargetEvolution del buon Maselli, che già se ne era preso eccellentemente cura una volta.
Certo che se anche Puffetta comincia a stufarsi del sottoscritto lasciandolo a piedi così…vuol dire che sono proprio alla frutta
Eeee signur quanta pazienza…!!!
Anche il cellulare ha pensato bene di passare a miglior vita dopo giorni di inspiegabile agonia. Ora capisco come mai il fornitore lo dava via in offerta con dieci euro in più ogni mille di ordine…hehehehehe emm…
Ho tirato giusto un occhio sul sito dall’assistenza per vedere come procedere con la garanzia e mi è già bastato per capire che sarà moooooolto difficile riuscire a cavarci qualcosa…ma tentar non dovrebbe nuocere.
Fatevi un favore, ascoltate un cretino: non comprate mai un HTC!!!!
A volte si vengono a sapere delle cose che proprio ma proprio non ti aspetteresti.
Mai e poi mai.
Ok…certo…la visione “da fuori” di una relazione è per forza di cose limitata e lacunosa…ma dannazione…questa era -sembrava- così ovvia che dubbi non potevano esserci. Una piccola favola dei giorni nostri con tanto di lieto fine…il trionfo dell’amore…persino un modello di speranza per chi come il beneamato sottoscritto teme di restar solo vita natural durante.
Invece sotto una friabile crosta di apparenza si celava un segreto sconvolgente…qualcosa che più ci penso più mi appare terribile.
Una bieca mossa…un scelta pilotata facendo leva sui perni giusi…una prigione di buone intenzioni…un cattivo in realtà vittima e un carceriere sopra ogni ragionevole sospetto.
Resto moralmente scosso e percosso.
Scusare se ritorno su quello che può essere definito, senza timore di sbagliare, un argomento scacciafighe (Nikki docet)…ma ieri in effetti non sono stato chiaro nello spiegare la questione dell’impianto frenante. Mi sono limitato a trascrivere le mie elucubrazioni dando per scontato tante cose…e su quelle 2-3 persone che hanno avuto la buona volontà di leggere, hanno capito in 0.
In questo noiosissimo post cercherò quindi di spiegare nella maniera più semplice e chiara la situazione attuale, i progetti per il futuro ed i problemi ad essa legati.
La situazione attuale
Puffetta monta di serie un impianto frenante Brembo Sport così composto:
Disco
Pinza
Tipo
Diametro (mm)
Spessore (mm)
Pompanti (n°)
Foto
Anteriore
Monolitico autoventilato
326
30
4
Posteriore
Monolitico autoventilato
316
20
2
Soluzione ottima e commisurata alle prestazione originali dell’auto, esente da fading anche dopo ripetuti sforzi.
Ma se la potenza in gioco aumenta -si parla di 340cv malcontati- il pur valido impianto standard comincia a dare segni di affaticamento.
Cambiare le guarnizioni di attrito (volgarmente dette “pastiglie dei freni”) è stato solo un pagliativo: qualche migliaio di chilometri e si era da capo.
Insomma, pare proprio che sia giunto il momento di intervenire.
I progetti per il futuro
L’idea è di affidarsi sempre a materiali Brembo (o AP Racing, altra “marca” del gruppo), ma specifici da competizione: dischi flottanti compositi -che offrono maggior resistenza alla torsione/deformazione rispetto ai monolitici- autoventilati e pinze più performanti.
Nel dettaglio:
Disco
Pinza
Tipo
Diametro (mm)
Spessore (mm)
Disegno tecnico
Pompanti (n°)
Scheda tecnica
Anteriore
Flottante autoventilato
355
32
8
Posteriore
Flottante autoventilato
313
32
4
I problemi
Tanti. Economici
Le due coppie di pinze, di listino, costano da sole 4200 euro!!! Poi ci sono i dischi (fascia frenante + campana), le guarnizioni di attrito, le tubazioni dei freni da rifare in maglia metallica ecc ecc ecc Tecnici
Non è facile fare un lista. Ne elencherò due cruciali ma di sicuro ne dimentico e trascuro altri:
1) Bisogna trovare il modo di far stare la pinza anteriore, progettata per lavorare all’interno di cerchi da 18″, in un cerchio da 17″.
La cosa è possibile…ma occorre prima di tutto una staffa di adattamento da interporre tra mozzo e pinza, così da poter giocare sul posizionamento di quest’ultima -sia in senso radiale che assiale- e sicuramente anche dei distanziali per poterla alloggiare meglio nel cerchio.
2) Bisogna riequilibrare la ripartizione della frenata in funzione delle nuove pinze.
L’impianto frenante originale ha un ripartizione della frenata anteriore/posteriore valutabile sui 90-10. Come mai solo un 10% di forza frenante sul posteriore? Perchè l’Impreza, come ogni auto a motore anteriore, nelle frenate decise -quindi con forte trasferimento di carico sull’asse anteriore- scarica il posteriore. In altre parole…le ruote posteriori in frenata tendono ad altarsi da terra.
Quindi…una eccessiva forza frenante al posteriore, combinata con un repentino trasferimento di carico all’anteriore (come nel caso di una frenata di emergenza), rischia di far inchiodare le due ruote dietro…rendendo l’auto imprevedibile nelle reazioni. Un po’ come tirare all’improvviso il freno a mano mentre si è in velocità.
Per ovviare a questo rischio, si installano dei ripartitori manuali di frenata come questo della AP Racing, regolabile in 7 posizioni predefinite.
In questo modo è possibile alleggerire la pressione del circuito frenante posteriore mantenendo invariata la potenza all’anteriore.
Questo è quanto…scusate la noiosità dell’argomento!
Spero di essere stato più chiaro di qualche giorno addietro.
Eh si…sono rimasto a piedi.
Avrei dovuto fare qualche giro sulle prove dello Sprint Monferrato di domani…ma ho avuto giusto il tempo di finire la “Mombercelli”.
Poi di colpo il motore perde potenza…lo sterzo diventa di granito.
Provo a scalare fino alla prima, a dare gas…nulla. Intuita la catastrofe imminente accosto, prima che il volante diventi troppo pesante.
Puffetta rantola, il suo cuore da ancora qualche scoppio irregolare e poi si ferma.
Cerco di rianimarla ma è tutto inutile: se il motore riesce ad accendersi, non tiene poi il minimo.
Si direbbe un malfunzionamento della pompa benzina, o comunque qualcosa legato ad essa.
In un ora arriva il carroattezzi che ci scarica all’officina Subaru di Asti.
Lunedì saprò qualcosa…
Il rientro del venerdì sera è da sempre votato al relax.
Non c’è fretta.
Sicuramente non c’è fretta di tornare a casa…quella non c’è mai…ma non è solo quello.
Corro già tutta la settimana per star dentro ad orari che per quanto flessibili infrango sempre (anche perchè diciamo la verità: gli unici orari che rispetto sono quelli che mi do io)…almeno il venerdì sera me la voglio prendere davvero comoda.
Anche nella guida.
Perchè mi accorgo ogni volta di quanti particolari sfuggono quando si è al 101% concentrati solo sull’asfalto che si srotola davanti…tanto che alla fine resta in testa solo la strada in senso stretto e tutto il resto va perso.
Un vero peccato.
Ma il venerdì è l’ora del riscatto: guida rilassata, tacchimetro fisso sugli 80-90 e la classica prova speciale “Frescondino” da affrontare per una volta la settimana senza cercare il limite (la morte?) ma solo il puro piacere di godersi il viaggio in ogni sua sfumatura.
Ci vuole anche la musica giusta. Qualcosa di rilassante, coinvolgente ma disimpegnato.
E questa mi è sembrata la scelta migliore
Godersi il proprio tempo, facendo la cosa che più piace in totale serenità, non ha davvero prezzo.
Letteralmente…o quasi.
Non parlo del mio comportamente, quello è sempre virtuoso ed irreprensibile
Parlo dei freni di Puffetta.
Ho cambiato le pastiglie un paio di mesi fa…ma temo che ormai sia proprio il disco ad essere alla frutta.
E se bisogna cambiare…beh…perchè non cambiare radicalmente?!?
Ecco, questo è l’idea.
Si resta sempre in casa Brembo (e ci mancherebbe!!!)…ma sul davanti via i dischi monolitici e le pinze a quatto pomanti, dentro dischi flottanti con campane e pinze a otto pompanti. Idem dietro, con pinze a quatto pompanti. Più tutte le tubature ovviamente.
Ora, se qualcuno ha capito cosa ho detto, converrà che è una ottima idea!
Peccato che
a) costi
b) realizzazione
siano ostacoli veramente ostici.
Sulla faccenda costi c’è poco da spiegare credo.
Sulla realizzazione…beh…qua si parla di freni, non c’è da scherzare. Bisogna studiare il modo di far stare una pinza da cerchio 18″ in uno da 17″…bisogna realizare le staffe su misura…bisogna rivedere la ripartizione della frenata sue due assi…bisogna bisogna bisogna.
Devo trovare chi mi segua…anzi…chi lo realizzi!
Uff…pare impossibile…ma si può perdere il sonno anche per queste fisime!
Avevo un ampio portfolio di situazioni da raccontarvi stasera.
- avrei potuto riferire del black out di telefoni ed internet che dalle 10 alle 15 ha di fatto isolato gran parte dell’alessandriano…
- avrei potuto spiegare come d’improvviso tutte le tessere di quel mosaico siano andate a posto da sole, bastava ragionare due minuti a mente lucida e distaccata…
- avrei potuto romanzare sulle indagini aziendali per risolvere il mistero dei 150€ spariti in due settimane dalla cassa…
- avrei potuto lagnarmi dei freni di Puffetta ormai alla frutta ed illustrarvi il progetto per il nuovo, costosissimo e quindi impossibile impianto frenante.
Alla fine ho deciso…nulla di tutto questo.
Le tengo per un’altra occasione.
Questa sera dirò solo che sono contento, davvero contento, perchè mi sento un po’ meno inutile del solito.
E so che qualcuno, ogni tanto, mi ricorda con un sorriso.