Il Taglia Margherite

I fastidiosi deliri di una persona fastidiosa

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Posted under Senza categoria by Gio555

Questa volta non mi ha colto alla sprovvista.
Ho scorto tra nebbia e tenebre la sua sagoma scura animarsi non appena sono uscito dalla porta.
L’ho visto alzarsi dalla panca e muoversi in diagonale verso di me…prima lentamente, come se non fosse certo di aver puntato giusto, poi più deciso.
E il dubbio ha all’istante lasciato spazio alla netta e lampante certezza di essere perseguitato da un folle maniaco, forse anche omicida.
Proprio così.
Non sto scherzano, non è un gustoso scatch.
Sarà per ‘sta faccia da scemo…sarà per ‘sto sguardo inespressivo…sarà ‘sta postura ingobbita…sarà per ‘sto fisico di pastafrolla…insomma, sarà quel che sarà…ma posso fregiarmi di avere un ammiratore.
Per nulla segreto.
Tutto accadde la sera di una sciocca giornata di fine ottobre.
Il caso (ma chi ci crede più al caso?!?) mi giocò due tiri truffaldini:
1) volle che mi attardassi in uffico più del solito
2) volle che inspiegabilmente passassi non dalla circonvallazione, ma dal centro di quella balorda cittadina in cui lavoro.
Insomma, il caso (ma chi blablabla?!?) volle a tutti i costi che il sottoscritto fosse in qual dato momento in quel dato posto…così che lui…ESSO…mi vedesse.
Ero infatti in viaggio verso casa quando il cellulare, rigorosamente in tasca e senza suoneria come da mia tradizione, vibrò.
“Sarà uno squillo…”
No, non lo erà. La coscia continuava insistentemente a vibrare.
Non risposi, seccatissimo: odio ricevere telefonate mentre guido.
L’apertura della porta di casa fu accompagnata da un sms.
Veniva dallo stesso numero, a me sconosciuto, riportato nella chiamata persa…e recitava grossomodo
Ciao sono Esso! Come va? Ti ho visto prima, gran macchina! Una di queste sere magari ci vediamo per una birra?
Esso…chi è costui?!?
Proprio non riuscii a capire.
Ciao Esso, grazie…ma chi cazzo sei?!
Fu la mia oxfordiana risposta.
Al secondo sms non voletti credere.
Quello che ora su blog sarà per sempre Esso…non era altri che Barby dio santo (Befana te hai capito di chi parlo, no?)!!!
Come fa ad avere il mio numero?!?!
Ma per questa volta, mie cari lettori, vi risparmierò la solita, uggiosa verbosità.
Vi basti sapere che questo botta e risposta a suon di 160 caratteri massimo diede il “la” ad una serie di velati ma insistenti abbordaggi (suoi) declinati da un’altrettanto lunga serie di improbabili scuse (mie).
Dopo alcune settimane, Esso parve smollare il colpo.
Caspita era ora…neppure io ho mai rotto così tanto le palle ad una ragazza!
Sbagliavo.
Era solo la quiete prima…dell’imboscata.
Saranno state le 19:30…io e Capotecnico, appena usciti dall’uffico, ci attardammo a fare due chiacchiere nel piccolo parcheggio attiguo.
Entrambi non ce ne accorgemmo…ma qualcuno, col favore delle tenebre, osservava ed aspettava il momento.
Partito Capotecnico e salito in auto, feci giusto in tempo a regolare il volume dell’autoradio quando sentii tambuerrale sul finestrino.
Mi voltai stupito, e l’orrore mi colse.
Due occhi neri sottolineati da inumane occhiaie mi fissavano.
Esso era come emerso dall’asfalto.
Abbassai di un dito il finestrino, abbozzando un sorriso.
Giustificò la sua presenza farfugliando di un litigo appena conluso con la sua ragazza che lavorava nelle vicinanze, ma tosto calò l’asso.
“Ti va un aperitivo?”
Certo che no.
Ma, aihmè, il mio cuore d’oro non mi fu d’aiuto.
Dopo tutto -pensai- una persona che si aggrappa a me come il naufrago al remo per resistere ai flutti, deve essere sprofondata in una disperazione straziante. Se poi questa persona è un lui…beh…la disperazione deve essere proprio senza fine!
Gli dieti uno strappo a casa.
Passarono ancora un paio di inviti corrisposti con un paio di rifiuti.
Poi, ancora una volta, tutto tacque.
E torniamo a questa sera.
Questa volta non mi ha colto di sorpresa.
Ho lasciato che si avvicinasse il necessario perchè mi sentisse bene
“Che fai Esso? Le imboscate?”
Altri farfugliamenti sulla ragazza…ex ragazza ormai…e sul fatto che, se lui deve passare un brutto natale, ebbene cercherà a sua volta di rattristarlo a quante più persone possibili.
Condivisibile, ma perchè raccontarlo proprio a me?!?
Poi il carico
“Vai al MotorShow? Fammi sapere!”
Certo, ti farò sapere che non andrò.
E niente passaggio questa volta: di folle maniaco, in auto, ce ne può stare solo uno alla volta.