E così è arrivato il 25/12…inevitabile…al pari del 22/11.
Forse un modo per evitari entrambi ci sarebbe, ma non è questo il punto.
Non è che odi il Natale: non ho nulla contro di esso ne vado in giro a bruciare aberi pacchianamente addobbati o sgozzare Babbi Natale orrendemente appesi alla Stallone in Cliffhanger.
Il problema, al solito, è mio.
O meglio…il problema, al solito, sono io.
Proprio io, che immerso in queste atmosfere di bontà e felicità (vera o presunta che sia), genero magoni di solitudine e fantasmi di rimpianti a cui soccombo senza la minima speranza.
Fantasmi non a caso, perchè sono l’involontaria caricatura di Ebenezer Scrooge e non mi stupirei affatto se da un momento all’altro il fantasma dei natali passati venisse per due cordialità.
Ma devo dire che questo Natale che sta pian piano passando è stato un po’ fuori dal seminato.
Per tanti motivi.
Senza snocciolare fatto per fatto, la sintesi potrebbe essere “meno solo, più amaro“.
Si…rende abbastanza.
Ultimamente, dimostrazioni di affetto ne ho avuto tante…troppe per le mie abitudini asociali. E sono stato messo in (piacevole) difficoltà nel rispondere, perchè geneticamente goffo nell’esprimere un certo tipo di emozione/sentimento. Sarà per questo che vado d’accordo giusto con pc e auto…con cose inanimate?
Comunque…
Anche “più amaro” dicevo.
Eh si…dopo il picco di ottimismo, poteva mancare il controbilanciamento?
No affatto.
Ma mi è difficile parlarne, e forse anche inopportuno…quindi mi disimpegnerò dicendovi una bugia: questa amarezza non so spiegarla.
Perdonatemi.
In realtà…è una cosa che il Tempo sa bene come trattare e come sistemare.
Ho molta fiducia in lui: è persino riuscito, dopo anni, a far si che io e la Befana (comunicazione di servizio: scusa se ieri non sono passato a salutarti e ritirare i regali, stavo davvero male. Consolati comunque…ero a mani vuote…) potessimo trovarci a chiacchierare ridacchiando come due vecchi amici che insieme ne hanno viste e passate tante.
Se ha potuto compiere questo autentico miracolo, non vedo come possa fallire.
Certo, ci vuole…tempo, appunto.
E con questo mie cari lettori, vi auguro un Natale felice….anche se non necessariamente: mi piace pensare che questo 25/12/2007, ormai agli sgoccioli, sia stato un Natale semplicemente come piaceva a voi.
Quella lucina rossa a lenta intermittenza la sull’altura…non poteva che essere il ripetitore radio/tv di Bric Montalbano.
Dovevo allora trovarmi tra Fiondi di Bassignana e Madonna San Zeno quando ho pensato di tradurre in misere parole la sessione di guida notturna di oggi…una come tante altre, anche se ogniuna è unica.
Qualcuno (…) qualche settimana fa ebbe il coraggio di asserire che gli uomini sino tutti uguali…hanno la fissa della macchine…e via di luoghi comuni.
Può essere, ma personalmente voglio tirarmene fuori.
Quello che ho fatto stasera e tante, tante altre volte è molto più che un primitivo bisogno dettato dal testosferone.
E’ un momento tutto mio, dove il mondo resta assolutamente fuori.
Ma andiamo con ordine…
Inutile dire che la notte ha un fascino immenso: ad eccezione dell’incerta lingua d’asfalto e ghiaino che scorre sotto le ruote, tutto il resto è avvolto dall’oscurità. L’aperta campagna non ha più forma ne riferimenti…solo qualche cascinale o altri fiochi puntini luminosi offrono qualche incerto appiglio per orientarsi.
Per fortuna, sono tragitti noti e si fila via sul velluto, senza mai forzare.
Il cronometro l’ho lasciato a casa, il tripmaster è spento: niente tempi ne rilevamenti…questa notte si guida per il puro piacere di farlo, per il senso di libertà che ne deriva, per quell’illusione di fuga che ne nasce, per ogni altro pensiero che svanisce.
E c’è solo un brano che può fondersi alla perfezione con questa atmosfera unica che si viene a creare nell’abitacolo…un po’ introspettiva, un po’ malinconica.
Buon ascolto, e buona guida.
“Come mai ti voglio così bene?!?”
Mi ha letto nel pensiero…stavo per dirle la stessa, identicha frase.
E ho dovuto tacere, perchè le mie parole non fossero prese come mera piaggeria, cosa che non avrei sopportato.
Però è proprio quella la domanda che ancora riempie il sottovuoto del mio testone.
Perchè le voglio così bene?
Domanda a cui forse una risposta potrei dare…ma che così facendo rischierebbe di aprire disastrosi e devastanti progetti che, per puro miracolo, in questi anni sono sempre rimasti sopiti.
Insomma, non svegliare il can che dorme.
Perchè a distruggermi, lucidamente e volontariamente, ci metto veramente poco.
Isomma, molto ma molto meglio andare a nanna godendosi solo la parte più soffice ed avvolgente di tutta la questione: sapere che c’è ancora una persona che sorride pensando a te.
Una sensazione a cui non mi abituerò mai.
Sono preoccupato.
Stamattina Puffetta si deve essere svegliata male: c’è qualcosa di strano nell’erogazione…è fiacca…il turbo non entra più a 2500 giri ma più tardi, sui 3200.
Eppure non credo sia la turbina rotta…a velocità sostenute la sento girare così come sento la pop-off sbuffare in rilascio. Quindi in pressione ci va.
Però…qualcosa proprio non va.
Avrei dovuto fare il meccanico, non il ragioniere!
Adesso capisco le interminabili code che ho visto ieri sera ad ogni benzinaio: non c’è più un goccio di carburante!!!!
Ne BluSuper, ne V-Power, ne Plus, ne WR100…neppure la fiacca 95 ottani!!!
Nulla.
Puffetta ha ancora mezzo serbatoio, che tradotto dovrebbe corrispondere in circa 200km di autonomia. Dovrò inventarmi un economy run visto che non ho idea di quando le cose torneranno alla normalità.
Nel mentre, clamorose novità in ufficio.
Per gennaio qualcuno se ne andrà per un’altra strada.
Chi?
Forse…lo scoprirete nella prossima puntata…
Questa volta non mi ha colto alla sprovvista.
Ho scorto tra nebbia e tenebre la sua sagoma scura animarsi non appena sono uscito dalla porta.
L’ho visto alzarsi dalla panca e muoversi in diagonale verso di me…prima lentamente, come se non fosse certo di aver puntato giusto, poi più deciso.
E il dubbio ha all’istante lasciato spazio alla netta e lampante certezza di essere perseguitato da un folle maniaco, forse anche omicida.
Proprio così.
Non sto scherzano, non è un gustoso scatch.
Sarà per ’sta faccia da scemo…sarà per ’sto sguardo inespressivo…sarà ’sta postura ingobbita…sarà per ’sto fisico di pastafrolla…insomma, sarà quel che sarà…ma posso fregiarmi di avere un ammiratore.
Per nulla segreto.
Tutto accadde la sera di una sciocca giornata di fine ottobre.
Il caso (ma chi ci crede più al caso?!?) mi giocò due tiri truffaldini:
1) volle che mi attardassi in uffico più del solito
2) volle che inspiegabilmente passassi non dalla circonvallazione, ma dal centro di quella balorda cittadina in cui lavoro.
Insomma, il caso (ma chi blablabla?!?) volle a tutti i costi che il sottoscritto fosse in qual dato momento in quel dato posto…così che lui…ESSO…mi vedesse.
Ero infatti in viaggio verso casa quando il cellulare, rigorosamente in tasca e senza suoneria come da mia tradizione, vibrò. “Sarà uno squillo…”
No, non lo erà. La coscia continuava insistentemente a vibrare.
Non risposi, seccatissimo: odio ricevere telefonate mentre guido.
L’apertura della porta di casa fu accompagnata da un sms.
Veniva dallo stesso numero, a me sconosciuto, riportato nella chiamata persa…e recitava grossomodo Ciao sono Esso! Come va? Ti ho visto prima, gran macchina! Una di queste sere magari ci vediamo per una birra? Esso…chi è costui?!?
Proprio non riuscii a capire. Ciao Esso, grazie…ma chi cazzo sei?!
Fu la mia oxfordiana risposta.
Al secondo sms non voletti credere.
Quello che ora su blog sarà per sempre Esso…non era altri che Barby dio santo (Befana te hai capito di chi parlo, no?)!!! Come fa ad avere il mio numero?!?!
Ma per questa volta, mie cari lettori, vi risparmierò la solita, uggiosa verbosità.
Vi basti sapere che questo botta e risposta a suon di 160 caratteri massimo diede il “la” ad una serie di velati ma insistenti abbordaggi (suoi) declinati da un’altrettanto lunga serie di improbabili scuse (mie).
Dopo alcune settimane, Esso parve smollare il colpo. Caspita era ora…neppure io ho mai rotto così tanto le palle ad una ragazza!
Sbagliavo.
Era solo la quiete prima…dell’imboscata.
Saranno state le 19:30…io e Capotecnico, appena usciti dall’uffico, ci attardammo a fare due chiacchiere nel piccolo parcheggio attiguo.
Entrambi non ce ne accorgemmo…ma qualcuno, col favore delle tenebre, osservava ed aspettava il momento.
Partito Capotecnico e salito in auto, feci giusto in tempo a regolare il volume dell’autoradio quando sentii tambuerrale sul finestrino.
Mi voltai stupito, e l’orrore mi colse.
Due occhi neri sottolineati da inumane occhiaie mi fissavano.
Esso era come emerso dall’asfalto.
Abbassai di un dito il finestrino, abbozzando un sorriso.
Giustificò la sua presenza farfugliando di un litigo appena conluso con la sua ragazza che lavorava nelle vicinanze, ma tosto calò l’asso. “Ti va un aperitivo?”
Certo che no.
Ma, aihmè, il mio cuore d’oro non mi fu d’aiuto.
Dopo tutto -pensai- una persona che si aggrappa a me come il naufrago al remo per resistere ai flutti, deve essere sprofondata in una disperazione straziante. Se poi questa persona è un lui…beh…la disperazione deve essere proprio senza fine!
Gli dieti uno strappo a casa.
Passarono ancora un paio di inviti corrisposti con un paio di rifiuti.
Poi, ancora una volta, tutto tacque.
E torniamo a questa sera.
Questa volta non mi ha colto di sorpresa.
Ho lasciato che si avvicinasse il necessario perchè mi sentisse bene “Che fai Esso? Le imboscate?”
Altri farfugliamenti sulla ragazza…ex ragazza ormai…e sul fatto che, se lui deve passare un brutto natale, ebbene cercherà a sua volta di rattristarlo a quante più persone possibili.
Condivisibile, ma perchè raccontarlo proprio a me?!?
Poi il carico “Vai al MotorShow? Fammi sapere!”
Certo, ti farò sapere che non andrò.
E niente passaggio questa volta: di folle maniaco, in auto, ce ne può stare solo uno alla volta.
Neanche un quarto d’ora passato qua in ufficio…e sono già stufo!
Già, è un periodo che sono piuttosto in crisi.
Non crisi amorosa…di quella ormai ne sono assuefatto, per fortuna/purtroppo.
Questa è una crisi di motivazioni.
Dove andrò a finire?!
La stagione rallistica 2007 si conclude per me con un giorno di anticipo.
Niente RallySprint d’Inverno domani…naso chiuso, tosse ed altri lievi quanto fastidiosi acciacchi stagionali mi hanno convinto/costretto a gettare la spugna proprio all’ultimo atto.
Peccato!