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Posted under Senza categoria by Gio555

Domani mattina ore 7:00 si parte! 
Bon, vacanze finite…si ricomincia.
A fare un cazzo, si spera!
Austria felix?
Speriamo.
Se tutto va bene, ci si risente dopo il 23/08…buone vacanze e tutti 
Qualche scatto da un’arsa Villa Hanbury (Mortola Inferiore – Ventimiglia).
Solitamente vado ad Aprile quando la fioritura è rigogliosa…ma sono stato piacevolmente sorpreso di vedere che anche ad Agosto, nonostante un clima torrido, sia rimasto qualche colore diverso dal verde (delle piante grasse) o dall’ocra (della terra arida).



E devo ammetterlo…mi sono innamorato del genere Passiflora!
Il loro aspetto pare non essere di questa Terra, come la loro bellezza.
Conto di affiancare un paio di esemplari alle orchidee…chissà che non ne nasca una piccola foresta tropicale




Sabato ero a spasso sul Colle del Piccolo San Bernardo (2188 metri) in Val d’Aosta, al confine tra Italia e Francia. Una bellissima giornata, di quelle con cielo senza neanche una nuvola…pascoli rigogliosi…e poca gente.
Ai piedi del maestoso Monte Bianco

la primavera è appena arrivata…





Fine!
Ferie!
Fino al 27/08!
Bene…ora posso concentrarmi solo sul dormire.
Ho un sonno micidiale che mi sta schiacciando il testone sulla scrivania…la notte non dormo…e questo è il risultato.
Rumorini e scricchiolii vari non hanno mai aiutato il mio sonno leggero…ma d’estate le finestre spalancate danno la possibilità ad alcuni simpatici abitanti delle tenebre di tenermi compagnia.
L’assiolo è un amico di vecchia data: durante i mesi estivi ha sempre abitato la zona boscosa intorno casa.
E’ ingannevole.
Il suo “ciù” di pascoliana memoria è lì per lì fievole, discreto…quasi non ci fai caso tra una macchina che passa in lontananza e l’eco di una tv accesa.
Ma col passare delle ore, quando tutto il resto comincia a tacere…ecco che il suo richiamo diventa sempre più chiaro, sonoro, martellante.
E’ come un impulso sonar preso dal film Caccia a Ottobre Rosso…così puntuale da averlo potuto cronometrare durante queste lunghe notti insonni: dai due ai tre secondi tra ogni verso…non uno di più, non uno di meno.
Man mano che si va avanti, per qualche scherzo dell’udito e della autosuggestione, il suo “ciù” arriva a rimbombare in tutta la camera…come un tonfo pesante e molto sinistro.
Allego una breve registrazione del mio amico (clicca sul link per scaricare l’mp3)…giudicate voi…
Ho passato ore sul balcone, aguzzando la vista per scorgerlo su qualche ramo nel bagliore dell’unico lampione in zona, senza mai riuscirci.
Se non fosse per le foto viste su internt…non so neppure come sia fatto.
Ho letto che è grosso come un merlo…ma allora non mi spiego come faccia ad avere in corpo tutto quel fiato necessario per i suoi concerti notturni.
La civetta invece è un nuovo acquisto della zona.
Pessimo acquisto direi.
A differenza del piccolo assiolo, lei non è così monotona e prevedibile…anzi…
Può capitare di non sentirla per una notte intera come può succedere che non molli il colpo dal tramonto all’alba.
Il guaio è che questo stramaledetto uccellaccio (del malaugurio tra l’altro) dispone di una svariata gamma di stridii, latrati, urla, risate che hanno la capacità di farmi letteralmente saltare dal letto con tre dita di pelle d’oca.
Alcuni esempi, sempre registrati del davanzale della finestra (clicca per scaricare l’mp3)…
Civetta chiacchierona
Civetta agitata
Civetta incazzata
Civetta dubbiosa
Non mi stupisce che nell’antichità il suo canto fosse ritenuto presagio di sventura…no affatto!
E’ pensare che è una cosa così irrazionale…
Perché il verso di due uccelli assolutamente innocui ed inoffensivi mi scatena rispettivamente inquietudine (l’assiolo) e terrore (la civetta)?
C’è un’associazione inconscia che faccio?
In una vita passata ero un topo?
Un desiderio latente di pollo allo spiedo?
Beh, anche questo sarebbe un buon motivo per andare dallo strizzacervelli…
Ancora 4 ore e poi vacanza…..!
Non so come trascorreranno questi 240 minuti…probabilmente con i nervi a fior di pelle…perchè ne ho piene le tasche, le taschine, ed anche le palle.
In ufficio non mi si può più parlare, neppure per chiedermi se vuoglio il caffè…pena sentirsi rispondere
“Eeeeeeh!!! Cosa c’è??? Cosa vuoi???? Grrrrrrrrr….!!!”
Che sia Gelindo o CapoTecnico non importa…non sopporto più nessuno…non sopporto più neppure me stesso!
Insomma…formati Mondo, ho bisogno di scendere!
Tutto passa in secondo piano di fronte alla scomparsa di una persona cara.
Questo 22° Rally della Valli Vesimesi non contava più nell’istante in cui il povero Gianni ci lasciava…e l’unico motivo che mi ha spinto ad andarci è stato quello di salutarlo, simbolicamente, per l’ultima volta.
Che poi abbiano vinto meritatamente “Ino” Corona in coppia con Patrizia Boero su Clio S1600 (che sul podio non hanno festiggiato per rispetto)…che sia stata una gara tecnicamene difficile…che facesse un caldo allucinante…che la solita compagnia di coglioni cronici abbia riempito di sabbia e ghiaia una curva per godersi le uscite (e che fortunatamente sono già stati identificati ed accusati di tentato omicidio dai carabinieri di Bubbio)……tutto ciò importa poco.
Contava dare l’addio a Gianni.
E come me erano in tanti ad applaudire con qualche lacrima il passaggio della “sua” Clio Williams A7 n°19 ..quella che, con sua grande gioia, il Balbo gli aveva messa a disposizione per la gara.
Ma il magone più grande viene adesso…riguardano le foto…perdendosi tra ricordi e pensieri.
Difficile accettare che se ne sia andato in una maniera così stupida…possibile??…decine e decine di rally senza un graffio…ed è bastata una banale caduta in moto.
Eppure…
Mi chiedo se doveva succedere l’irreparabile per mettere in moto una manifestazione d’affetto così grande.
Chissà se, tra chi si sbracciava domenica, c’erano anche quelli che solitamente dopo le prime 5-6 macchine se ne vanno perchè “…tanto gli altri sono dei paracarri! Andrei più forte io con la mia Punto HGT!”.
Ma quelli sono spettatori casuali…senza cultura ne cognizione.
Eppure fanno numero.
Chissà quante volte, negli allunghi, Gianni si sarà guardato intorno per godersi il tifo e l’incitamento.
Perchè il rallysta a queste cose ci conta quasi quanto al cronometro.
Capita spesso che, pur impegnati tra volante e note, pilota e naviga rispondano all’incitamento del pubblico mettendo un braccio fuori dal finestrino o suonando il clacson.
Capita spesso che, una volta calata la bandiera a scacchi, ci si trovi tutti nella pizzeria del paese a cenare, scambiandosi impessioni ed emozioni tra chi le ha vissute dal sediolo e chi da bordo strada.
Ecco…in queste cose, da questo legame rallysta-spettatore, spero che Gianni non sia mai rimasto deluso o si sia sentito poco valutato.
Di gente che lo stimava ce n’era tanta…peccato lui non abbia potuto vederla.
Ed inevitabilmente mi vien da pensare cosa succederà quando morirò io.
Sarebbe bello che qualcuno mi volesse dedicare un giro commemorativo su Puffetta…magari sulla comunale Frescondino che tanto amo…
Si, sarebbe bello essere ricordato così.
Ma non ci sarebbe nessuno a guidarla, ne nessuno ad assistere al passaggio.
Cosa ho mai fatto io per meritarmi un tale onore?
In effetti…nulla.
Sarà già buona non finire in una fossa comune.
Addio Gianni…anche ora, non mollare!!!


