Il Taglia Margherite

I fastidiosi deliri di una persona fastidiosa

Archive for giugno 9th, 2006

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09

Posted under Senza categoria by Gio555

“Ma dove vai?”
“Che importa? Un uomo va dal posto dove nasce al posto dove muore.”

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Posted under Senza categoria by Gio555

Madonna che giornata.
Ho vagato da un cliente all’altro senza sapere esattamente quello che stessi facendo…completamente posseduto dal mio deliro, completamente preso dai miei pensieri.
Sorrido ripensando a quella biro presa in prestito per compilare la bolletta di intervento: alla gentile rischiesta di restituire il maltolto rispondevo “cossss…?…biro…?…che….biro….?” con la prova del delitto ben salda in mano.
Sembravo (e sembro) Ewan McGregor in Trainspotting.
Allucinato.
Cosa mancava per concludere in bellezza questo venerdi lavorativo?
L’intervento da un privato mai visto alle 18:15.
Che non è mancato.
Mi sono presentato al citofono di un condominio diroccato con un concerto dei Negazione in testa, la valigia degli attrezzi e un alimentatore atx 450 wat nuovo. “Hanno sentito puzza di bruciato vicino al pc” mi aveva detto CapoTecnico.
Conoscevo il cognome di lei, ma non quello di lui: qualcosa sito “De lo Santos”
La cosa non mi piaceva.
Sei piani di scale a piedi mi piacevano ancora meno.
Ma nulla è stato a confronto della scena vista varcato l’uscio.
Una ragazza sui 25 anni in maglietta stracciata e jeans sbottonati stringeva un bambino di pochi mesi, svestito, piangente e livido. Quasi quanto il volto di lei.
Un tanfo insopportabile misto a umidità e rumori di lavatrice mi accoglieva nel piccolo soggiorno dove era posto il computer.
E’ bastato poco per capire che la “puzza di bruciato” era diventata qualcosa di molto più concreto: all’interno del pc non c’era un componente che non si fosse salvato da un frittura mista di chip.
Accovacciato a terra col cadareve ancora fumante, studiavo le parole giuste per comunicare la notizia. Quando l’occhio finisce su un paio do foto attaccate al muro con lo scoth.
Foto del suo uomo probabilmente….si, doveva essere lui.
Pelle scusa, trecciolinee girigori nei capelli, monieli e gioielli. Sembrava direttamente uscito da un video di Sean Paul.
Ma che carino, stringe suo figlio….umm…ma….cosè quella cosa che ha in mano? Non sembra un sonaglio…no…aspetta un po… O_O !!!
Una pistola?!
Il collegamento mentale fu immediato:
[(focoso sud americano al rientro da lavoro + arma da fuoco) * (compagna con jeans a mezza coscia + tecnico stravolto)] = caz*i amari!
Mi sono alzato di scatto, barcollando per il repentino calo di pressione.
“Mi dispiace, è tutto bruciato!” ho urlato mente mi gettavo dalla tromba delle scale senza neppure chiederle un euro per lo spavento.
Finiva così il venerdì lavorativo.
Adesso inizia quello serale, e temo che non avrò da rallegrarmi molto.

Beh, forse non è ancora la fine…ma poco ci manca.

giu
09

Posted under Senza categoria by Gio555

Strano passare, per una volta, dall’altra parte della barricata.
Sentire che effeto fa.
Stavolta non ho dovuto incassare come una banca svizzera le solite frasi “purtroppo è andata così” “una volta…ma adesso” “se ti basta…se vuoi” e via così, senza dimenticare la madre di tutti questi pistolotti : “non sarà più come prima”
No.
Stavolta ho dovuto snocciolarle io e lasciarle incassare ad altri.
Non è stato semplice come credevo.
L’amarezza di dover ammettere prima di tutto a se stessi come stanno le cose ha fatto stringere la gola.
Impossibile non vederci come foglie d’autonno rincorrersi nel vento, senza trovarsi.
Tralascinado tutto il resto ovviamente…per rispetto a chi, stavolta, ha incassato al posto mio.

Comincia così una giornata fondamentalmente agitata, nevrotica, per certi versi paurosa.
Mangiare diventa sempre più un momento tragico….pazzesco….proprio l’attività che fino a non molto tempo fa era uno sfizio prima ancora che una necessità.
E non so nulla di quello che vorrei sapere. Evidentemente è giusto che sia così.
Mi chiedo se quello che si dimena in corpo è un Alien o il cuore. Qualsiasi cosa sia, tra poco sfonderà lo sterno e uscirà fuori…lo sento. Non serve più la bomboletta di ossigeno, si passerà direttamente alla camera iperbarica.
E naturalmente una massiccia dose di tranquillanti.
Va beh, torniamo a lavoro con la speranza (odio la parola “speranza” che qualcosa si muova in questa landa desolata.