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Nonostante fosse auspicabile…
Posted under Senza categoria by Gio555non sono morto…tutt’altro…sono vivo e vegeto…in un certo qual senso… ![]()
non sono morto…tutt’altro…sono vivo e vegeto…in un certo qual senso… ![]()
Comunicato stampa della PSA, organizzatire del 44° Rally Valli Ossolane, 15/06/2008
STRESA - Nella straordinaria e longeva storia del Rally Valli Ossolane – sorto nel settembre 1965 - mai era successo un incidente così grave. Purtroppo quest’anno la manifestazione ossolana non è stata completata e, dopo un avvio entusiasmante sotto il profilo tecnico e spettacolare, la direzione gara e l’organizzazione della P.S.A hanno deciso l’interruzione nel corso della quarta delle nove prove speciali programmate. Motivo è stato l’incidente occorso a Davide Riedmann, 44.enne pilota di Domosssola, e al suo navigatore Omar Pedrazzoli, 26.enne di Craveggia, in Val Vigezzo (VCO). Alle ore 10 di domenica 15 giugno, sotto un cielo uggioso e su asfalto umido, la Renault Clio Super 1600 n.9 dei due ossolani è uscita di strada nel corso del primo passaggio sulla mitica prova Montecrestese, un tratto classico del Valli Ossolane, sin dagli anni Sessanta. L’urto contro un muretto sulla sinistra della carreggiata e la conseguente uscita contro il guard rail a destra e, infine, contro una pianta, sono stati fatali per il navigatore Omar Pedrazzoli che ha perso la vita. Le condizioni fisiche del pilota Davide Riedmann sono subito apparse gravi ed è stato ricoverato d’urgenza al vicino Ospedale San Biagio di Domodossola e subito sottoposto a Tac al capo. Dopo alcune ore Riedmann è stato trasportato all’Ospedale Maggiore di Novara: le sue condizioni restano gravi, i medici stanno esaminando l’opportunità di sottoporre il pilota ad un intervento chirurgico.
La prova n.4 è stata sospesa dopo la partenza del n.20 Callegaro-Pieri (Renault). Immediatamente dopo il fatto la direzione gara, in costante contatto radio con il luogo dell’incidente, ha inviato tutto il personale medico e logistico di soccorso: tre ambulanze dotate di centro mobile di rianimazione, con a bordo altrettanti medici rianimatori (dott. Anna Aprile, dott. Rita Biroletti e dott. Gabriele Giorgis) e paramedici del servizio 118, sono subito intervenuti, come pure l’attrezzato mezzo di pronto intervento del gruppo Rescue di Parma dotato di divaricatori della carrozzeria per l’estricazione dell’equipaggio dall’abitacolo.
Subito dopo l’evento luttuoso, l’organizzazione, la direzione gara e i patrocinatori (tra i quali l’Aci VCO) hanno deciso dapprima di sospendere poi di chiudere anzitempo la manifestazione, facendo confluire tutte le vetture nel riordino di Vogogna. In quel momento i primi concorrenti avevano disputato regolarmente quattro prove (35,3 km, Aurano, Panoramica, Trontano e Montecrestese). Ai fini del Challenge di zona 1 il punteggio finale della gara viene dimezzato (essendo stato percorso più del 30% del chilometraggio, ma meno del 60% del totale dei 74,80 km previsti).
Alle ore 16 l’organizzazione PSA ha effettuato una conferenza stampa a Stresa: il presidente del Comitato organizzatore Paolo Fortunati, il direttore di gara Roberto Ledda e il medico di gara Gianfranco Vender hanno illustrato le circostanze dell’incidente e i dettagli dei soccorsi. Al termine dell’esposizione è stato osservato un minuto di silenzio nel ricordo dello sfortunato navigatore ossolano, auspicando per il pilota una pronta guarigione.
MESTA LA CRONACA DI GARA
La PS.1 Aurano è vinta dal biellese Alessandro Bocchio (Clio Super1600) con 1”3 su Davide Riedmann (Clio S1600) e con 1”8 su Massimo Canella (207 Super2000). Nella PS.2 Panoramica si impone Canella seguito da Bocchio a 2”8 e Riedmann a 3”9. La prima parte di gara si è chiusa infatti con Canella in 15′52”4 davanti a Bocchio di 1”0 e a Riedmann di 3”4.
La PS.3 Trontano vede il trionfo di Bocchio con Riedmann a 0”1, Graffieti a 0”6 e Canella a 1”.
Alla partenza della PS4 Montecrestese la classifica generale vedeva al comando Bocchio con 2 soli decimi su Bocchio e 2”5 su Riedmann. La PS.4 Canella ha preceduto Bocchio di 2”2 e Borsa di 11”7.
La classifica finale è stata omologata con la vittoria del pavese Massimo Canella con il verbanese Silvio Gria su Peugeot 207 Super2000 4×4 del team Balbosca- scuderia Pentathlon Autosport con il tempo totale di 25 minuti, 10 secondi e 9 decimi. Al secondo posto il biellese Alex Bocchio (Renault) a 2”0, al terzo posto il vercellese Tiziano Borsa (Peugeot) a 29”7, al quarto l’ossolano Fabrizio Margaroli (Peugeot) a 43”9 e al quinto l’ossolano Lele Graffieti (Opel) a 44”3. Rispetto ai 177 iscritti e i 175 partenti, sono state 146 le vetture rimaste in gara.
CHI ERA OMAR PEDRAZZOLI
L’ossolano Omar Pedrazzoli era nato 26 anni fa. Da alcuni anni lavorava come autista di camion e escavatrici in Svizzera (Canton Ticino). La famiglia, di origine formazzina, da qualche anno si era trasferita in Val Vigezzo, a Craveggia, dove gestisce il ristorante-pizzeria Lanterna Blu a Santa Maria Maggiore (VCO). Da sette anni licenziato con l’Automobile Club del Verbano-Cusio-Ossola, Omar è stato sia pilota sia navigatore: in quest’ultimo ruolo si era ritagliato un’ottima fama per precisione e capacità di gestione delle gare, anche di carattere internazionale. E’ stato tra l’altro copilota di Andrea Giudici, Gianluigi Cogo e Davide Riedmann: con quest’ultimo ha trionfato nel 23° Rally Città di Torino (23-24 maggio 2008), autori di una gara disputata interamente sotto una fitta pioggia.
Che qualcosa fosse successo lo avevo capito anche senza essere sulla Montecrestese.
Erano le 10:40…la Crodo, la prova successiva, sarebbe dovuta essere in svolgimento da undici minuti…eppure non era ancora passata le 0.
Il commissario parlottava al cellulare…”ritardo”…”un semplice ritardo”, spiegava.
Alle 11:00 il dubbio diventa panico.
La 0 sfila a passo d’uomo con i primi dieci concorrenti accodati…il commissario arrotola le bandelle e sbaracca la postazione.
Poi la telefonata al capoposto toglie ogni speranza residua.
Questo lo era davvero…tutto m’aspettavo fuorchè questo.
Bene eh…benissimo…praticamente una uscita gratis d prigione (monopoli insegna).
Peccato solo per il blog.
Come avevo già avuto modo di dire…se non sono incazzato, rancoroso, a disagio…si insomma…se non sono come di solito sono…beh non trovo nulla che valga la pena scrivere.
Ma va bene così.
Per far il romanziere c’è sempre tempo, per esser sereni non si sa.
Scusate (…ma perchè poi dovrei scusarmi?!?…) se in questi giorni non scrivo nulla…ho la testa impegnata in un vortice di pensieri che hanno tolto qualsiasi linfa alla mia vena letteraria.
Nel mentre, gustatevi le facce storte ed i gran mezzi del raduno alla Polentoteca di Piano Rancio, Como, di domenica scorsa.
Inutile precisare che Puffetta è quella targata…PiemontRally! ![]()
Mi è venuto un dubbio atroce.
Di non aver capito un cazzo, frainteso il soggetto col complemento.
Non sarebbe neanche la prima volta…
Dopo un weekend passato correndo a destra ed a sinistra viene da dire, no?
E in effetti è un bene che questo mortissimo lunedì mattina abbia messo un simbolico “fine” a due giorni divertenti ma stancanti passati tra un Rally Città di Torino molto…umido ed un raduno SMTeam a Piano Rancio molto…tirato.
Il rally in verità tanto divertente non lo è stato visto che abbiamo rischiato di affogare sotto una pioggia interminabile. E se persino un infoiato come me, che non si perde neppure il passaggio della “scopa”, è scappato fradicio come una spugna dopo solo un intero passaggio al dosso della Balangero…beh, vuol dir che si era abbondantemente oltre l’impraticabilità.
Fortunatamente ieri il tempo non è stato così monsonico, permettendo l’ottima riuscita del raduno SMTeam a Piano Rancio (Como). Gran mangiata intramezzata con chiacchiere tecniche di qualità. E bellissima la strada per raggiungere l’altopiano vista lago! Strada umida fatta di tornanti e misto veloce affollata di quarantaquattro Impreza STI più una Lancer Evo IX a menar le danze: un inferno di sbuffi e boati a 150 decibel!! ![]()
Peccato però, tornando dalla comasca, non aver avuto il tempo di passare da Laura per un saluto ![]()
E neppure aver fatto una bella sorpresina (hehehehe) alla Anna in quel di Busto…ma tant’è, sono un ciula! ![]()
Sarà per la prossima volta!
Ne fosse andata una giusta oggi…cazzo di budda!
Nulla di che, chiariamo subito…tutto si risolve con pazienza e metodo.
Peccato che siano due cose che esaurisco in fretta ![]()
Ma ci penserò domani.
Adesso ho occhi solo per lei…
Poco fa vi ho introdotto al volo i due nuovi componenti della squadra: Suitò e Tigre.
Ve li racconterò dal mio personalissimo e blasfemo punto di vista…che non è sicuramente quello vero, ma tant’è: qua comando io
Suitò, il commerciale
Il termine dialettale “suitò” trova la sua traduzione italiana in menagramo, iettatore. Deriva da “suitta”, civetta.
E con quei due enormi occhi infossati in un cranio troppo piccolo per contenerli un po’ la ricorda…seppur, vista la sua corporatura alta e segaligna abbinata ad una espressione smorta, anche l’accostamento con lo “strau” (il becchino) avrebbe ben calzato.
Ma mai come in questo caso l’apparenza inganna.
L’ho tenuto sotto esame dal primo giorno che ha messo piede nell’azienda…e posso dire che Suitò è uno scaltro ruffiano che sa vendersi bene, facendo di falsità ed oppurtunismo il suo credo.
E’ controllato e si muove con destrezza circense tra questo e quello, senza mai una presa di posizione netta.
Il mio rapporto con lui è sotto il minimo sindacale, nel senso che se posso evito di incrociarlo direttamente o di salutarlo.
Non lo digerisco.
Il suo modo di fare, che ai suoi occhi deve essere brillante e spigliato, mi risulta patetico ed irritante…come quando veniva nel nostro ufficio (mio e di CapoTecnico) apostrofandomi con un “wei ragazzo! come va? tutto bene? certo che si! mi fai una fotocopia? grazzzieee!!!”
Tralasciando il pietoso combenevole…come farti una fotocopia?! Cosa sono io, il suo servo?!?
Alla quarta volta, il mio vaffanculo interiore doveva essere così tanto evidente che le fotocopie ha cominciato a farsele da se. Bravo.
Tigre, la human trainer
Diminutivo di La Tigre del Ribaltabile , appellativo affibbiatole sin dal primo giorno.
Perchè è vero che l’abito non fa il monaco…ma è altrettanto vero che la prima impressione è quella che conta.
Ed io, non curante ma non indifferente alle armi femminili, ho avuto una prima impressione non certo lusinghiera.
Era un soleggiato lunedì mattina di questo mese.
Stavo armeggiando con il mazzo di chiavi per aprire la posta d’entrata dello stabile…quando dalla Pappa&Ciccia Sas esce di spalle un personaggio, in posa plastica, che sul momento ho faticato a mettere a fuoco.
Una chioma di rossi capelli si stagliava su un miniabito color senape che cadeva impeccabilmente su quello che pareva proprio un bel culo, creando increspature e giochi di luce perfette per rendere la visione d’insieme più bucolica di quanto in realtà non fosse.
“…ecco…c’era da aspettarselo: TDM è passato alle professioniste del mestiere” …il mio primo pensiero.
Scoprirò di li a poco che avevo appena apprezzato il lato B della nuova istruttrice del personale…e che quello era l’unica cosa degno di nota.
Per il resto siamo ai soliti, scadenti, livelli: cellulare, fumafuma, gomma da masticare, fare di sufficienza e zero possibilità di un costruttivo scambio di idee.
Possibile sia così difficile trovare una persona interessante??
Morale: due elementi da sbarco che avrei preferito evitare.
Ma ahimè…la fuori non comando io! ![]()
Ogni volta che ci penso, mi vien da ridere.
La sagra del riso sardonico.
E non solo perchè in questo post introdurrò due personaggi, le new entry aziendali del 2008, e al solito ci andrò giù col macete.
No, non solo per questo.
E’ infatti divertente constatare come la buona predica di persone che si autoeleggono paladini dell’equità spesso si riduca ad uno sterile esercizio di stile…che non regge neanche un attimo se messa a confronto con la pratica.
Prendiamo TDM ed Agatino, coppia ora un po’ in crisi, ma che ad inizio anno aveva le idee chiarissime.
Scottati freschi dalle dimissioni di Gelindo e, per forza di cose, della sua zoccola e decisi che mai più una simile sarebbe dovuta accadere…i due baldi soci della Pappa&Ciccia Sas si erano affrettati a porre due picchetti…ma no che dico…due Colonne d’Ercole.
1) Non sarebbero mai più state assunte donne.
Questa, che all’apparenza poteva sembrare una brutale discriminazione pro maschilismo, era in realtà una pura tutela verso il gentil sesso. Essendo noi un branco di uomini, avrebbe evitato assortite tentazioni carnali sul posto di lavoro (Gelindo ha fatto scuola sull’arte di mettere le mani addosso all’impiegata un po’ baldracca) rimuovendole alla radice. E avrebbe anche tenuto fuori dalla porta legami sentimentali che, in tutta onestà, in passato avevano solo portato situazioni antipatiche.
2) Bando a favoritismi e piaggerie verso amici e parenti.
Durante l’impero di Gelindo era assodato costume mettersi al servizio di parenti più o meno prossimi ed amici più o meno interessati. Il cugino del cognato della suocera della sorella cercava lavoro? Nessun problema: qualcosa da fargli fare lo si sarebbe trovato. L’amico dell’amico dell’amico aveva il pc da formattare? Ottimo: intervento pro bono con priorità assoluta.
Questi i pilastri.
Invalicabili ed inviolabili, baluardi di un’ammirevole rettitudine morale.
Non so a voi, ma a me queste due regole sembravano ragionevoli e soprattutto semplici da attuare.
Evidentemente mi sbagliavo.
Pochi giorni dopo la declamazione, il nuovo editto veniva incredibilmente sbugiardato nell’instante in cui TDM presentava il nuovo commerciale, Suitò (poi spiegherò).
Dove stava il problema?
Presto detto: Suitò era (ed è) il fratello di un caro amico di TDM.
Regola n°2 dritta nel cesso senza passare dal “via”.
Ma non basta.
Poche settimane fa Agatino ha designato la persona che andrà a fare istruzione dai clienti. E’ una persona in gamba, preparata e di mia fiducia -dice-, si saprà far apprezzare.
Bene, ottimo…peccato che anche qua ci sia un piccolo dettaglio che non quadra: Tigre (anche qua poi illustrerò l’etimologia) è una donna!!
Così la regola n°1 ha replicato la fine ingloriosa della 2.
Detto proprio fuori dai denti…a ma non sposta nulla l’aver preso quello e quella piuttosto che altri: li avrei comunque trovati in difetto e presi sullo stomaco hehehehe…ma mi chiedo cosa vedano TDM ed Agatino la mattina quando si specchiano: due rampanti programmatori, con la faccia un po’ stropicciata dal cuscino…o due rampanti programmatori, che la faccia proprio non l’hanno più?
Drinnnnnnn!! Drinnnnnnn!!!
E chi è ’sto numero?
“Pronto? Ah, sei tu…sisi ’spetta che ti richiamo…”
Click!
Se, col cazzo!!!
Quando arrivi a rispodere così alla telefonata di una a cui un tempo non potevi dire di no (letteralmente)…beh…vuol dire che ti sei liberato da ogni mero desiderio materiale ed hai scelto la via della virtù e della pace interiore.
Nessun ricatto più o meno sessuale ti tange, nessun svantaggioso compromesso ti avvinghia, nessun improbabile obbligo morale ti incatena.
Non ti preoccupa cosa avesse da dire, da proporre, da chiedere.
Semplicemente non c’è più nulla in lei che trattiene il tuo interesse.
E questo ti mette in una condizione di pienta padronanza di te stesso e finalmente assapori il fragrante gusto dell’affrancatura, della libertà di scelta, del libero arbitrio.
Quando arrivi a questo punto, sei passato al livello superiore.
O forse…sei diventato gay ![]()